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Fight or Flight



"Lotta o fuggi" è un meccanismo del corpo che ha origine nel nostro atavico istinto di sopravvivenza: in caso di pericolo dobbiamo essere in grado di “lottare o fuggire per salvarci”!
Bene questa situazione l'ho vissuta a Monza durante The Reunion, quando per la prima volta ho dovuto correre una gara di accelerazione sull' l/8 di miglio, con una moto che non avevo mai visto prima, la Strabenbauer messami a disposizione da Mauro Gessi



Fuggire non era un'opzione da prendere minimamente in considerazione, non mi sarei lasciato scappare quell'opportunità, l'avevo attesa troppo.
Ecco che in questi momenti che madre natura ci viene in supporto, infatti il corpo rilascia grandi quantità di adrenalina, ormone che aumenta il livello di energia disponibile, aumentando riflessi, forza, velocità, aggressività, perchè messo in circolo nel sangue è in grado di 'attivare' maggiormente quasi tutti i nostri organi e muscoli. 


Sulla linea di partenza si è concentrati su ogni dettaglio, gli occhi sono fissi sulla ragazza che darà l via abbassando la bandiera, cercando di cogliere ogni minimo movimento per provare ad anticipare la partenza, allo stesso tempo l'orecchio tiene sotto controllo il motore in modo che sia su giri al giusto regime, il polso destro pronto dare gas a manetta mentre la mano sinistra attenta a gestire la frizione con decisione e dolcezza. 


Dal momento del via fino al traguardo, la gara dura pochi secondi, nemmeno il tempo di rendersi conto di quello che si sta facendo, ma quei pochi istanti hanno il potere dilatare il tempo, inserisci le marce a una velocità superiore a quella che sei abituato normalmente (ma vorresti essere più rapido)
Non ricordo nemmeno di aver respirato tra l'inizio e la fine ..tutta d'un fiato.   



Ma l'adrenalina che ti scorre dentro non ti fa accorgere di niente, sei carico come una molla e saresti pronto a riprovare quella sensazione altre 1000 volte.    


L’adrenalina può diventare quindi, per i suoi effetti sul sangue e di conseguenza sull'organismo, una forma di “droga” che dà dipendenza sia mentale che fisica.
Non vi nascondo che ho il desiderio di provare ancora quelle sensazioni.


Quindi ringrazio Matteo Adreani per avermi voluto sulla linea di partenza, Mauro Gessi per avermi messo a disposizione la sua moto, l'importatore dei caschi Bell-Bergamaschi per avermi fornito lo stupendo casco Bullett, oltre che la crew di Indivisual Creative Engine per il supporto logistico e per ultimo e non ultimo Antonello Ciriani per i magnifici scatti 


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